ASSOCIAZIONE DI TECNOLOGIA ECONOMIA E
NORMATIVA PER L’AMBIENTE E IL DIGITALE

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono state al centro del seminario: “Autoconsumo Diffuso e Comunità Energetiche Rinnovabili: Evoluzione del Quadro Normativo-Regolatorio e Opportunità per i Territori”, tenuto l’8 ottobre 2025 presso la sala del Carroccio in Campidoglio, a Roma. L’evento è stato organizzato dall’Associazione TEN (Tecnologia, Economia e Normativa per l’Ambiente e il Digitale – www.assoten.it), al suo primo anno di attività, per fare il punto sull’interessante fenomeno delle CER in Italia.

L’incontro è avvenuto alla vigilia della rideterminazione dei fondi PNRR destinati ad incentivare lo strumento delle CER ed ha inteso fornire una ricostruzione accurata dell’evoluzione normativa in materia, nonché di un paio di casi regionali di applicazione. Dopo la presentazione dell’evento e dell’associazione da parte del Presidente TEN, Vincenzo Lobianco, con il coordinamento da parte di Mimmo Manzo, socio TEN ed esperto del settore energetico-ambientale, sono intervenuti, tra gli altri, Alberto Stancanelli(Capo di Gabinetto del Sindaco di Roma), Giovanni Di Scipio (MASE), Andrea Galliani (ARERA), Michele Macri’ e Davide Valenzano (GSE), Giulia Taromboli (Politecnico di Milano), Marco Pezzaglia (Gruppo Professionale Energia) e Claudia R. Romano (Regione Emilia-Romagna). Sono inoltre intervenuti Silvio Cicchelli (Regione Lazio) e Regina Genga (MEF). Gli esperti hanno illustrato le novità normative e i meccanismi di incentivazione per le CER gestiti da GSE e ARERA, evidenziando le opportunità per cittadini, enti locali, imprese e associazioni.

Scarica qui le presentazioni di alcuni dei relatori :

Si riporta di seguito il link alla pagina del sito web della regione Emilia Romagna dedicata alle Comunità energetiche :

https://energia.regione.emilia-romagna.it/comunita-energetiche/materiali-e-pubblicazioni

Le CER sono nate per promuovere la diffusione degli impianti ad energia rinnovabile, in conformità agli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 definiti dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima). Si tratta di associazioni di membri a vario titolo di una comunità territoriale in un soggetto giuridico senza fini di lucro, dedicato alla produzione e al consumo di energia elettrica degli stessi soci, cui è riconosciuta una tariffa incentivante.

I ricavi ottenuti sono redistribuiti agli stessi soci e destinati a scopi sociali, come ad esempio il sostegno a famiglie in situazioni di povertà energetica. Le CER, volendo, possono anche fornire servizi di efficienza energetica, domotica, punti di ricarica elettrica, fino a diventare punto di riferimento del territorio per il tema della transizione energetica. Nei comuni con meno di 50.000 abitanti i referenti di una CER possono richiedere, entro novembre 2025, contributi a fondo perduto fino al 40% delle spese in conto capitale ammissibili.

Il seminario ha evidenziato come l’interesse per le CER sia diffuso, ma si scontri con difficoltà reali di tipo organizzativo legate alla necessità di definire un soggetto promotore, una forma giuridica, un regolamento di funzionamento e un piano di investimenti. Inoltre, fino ad aprile del 2024, la misura dell’incentivo in conto capitale era riservata ai comuni fino a 5.000 abitanti e ad un insieme più ristretto di soggetti potenziali. Successivamente, è stata ampliata la platea dei soggetti abilitati a aderire ad una CER, includendo enti pubblici, PMI, enti di ricerca, cooperative, enti religiosi e associazioni ambientaliste e realtà del terzo settore ed aumentata la quota di investimenti incentivabili dall’originario valore del 10%.

La partenza molto lenta ha però portato il GSE ad autorizzare su tutto il territorio nazionale solo circa 600 CER alla fine di giugno 2025, per circa 50 MW di potenza installata, a fronte di una stima iniziale di 1,7 GW per cui erano stati stanziati dal PNRR ben 2,2 miliardi di euro di incentivi. E’ stata quindi decisa una decurtazione dei fondi a circa 800 milioni di euro, con le domande che potevano essere presentate entro fine novembre 2025, alla luce del fatto che i fondi PNRR devono essere spesi, salvo improbabili proroghe, entro il 30 giugno 2026.

Si tratterà di una corsa contro il tempo, visto che nel Lazio, ad esempio, si contano attualmente 88 configurazioni di autoconsumo diffuso, con una potenza installata di circa 7 MW, mentre sono 373 le richieste presentate al GSEper accedere agli incentivi PNRR, per un totale di 20 MW teorici autorizzabili. In Emilia-Romagna al 30 giugno scorso vi erano 142 iniziative CER censite, di cui 55 in progettazione e 87 costituite, di cui 71 non ancora riconosciute dal GSE e 16 operative. Da parte sua, il GSE ha reso pubblico che le risorse complessive richieste al 20 novembre 2025 ammontano a 773 Mln di euro, per una potenza degli impianti oggetto degli interventi per i quali è stato richiesto il contributo pari a 1.76 MW. Il seminario di TEN ha confermato che il 2026 si annuncia come un anno cruciale per l’affermazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili.